Era l’autunno del 1968 e alla Rai compare un Pasolini giovane, giovanissimo, visibilmente emozionato nell’incontrare per la prima volta il poeta statunitense Ezra Pound. Un rivoluzionario indiscusso, un sognatore dall’estro intellettuale. Un bambino con le scarpe di un adulto. O come preferite, un adulto dalle scarpe troppo strette.
A baby in the woods, come disse giustamente qualcuno in una intervista qualche tempo prima. “Stringo un patto con te, Ezra Pound. Ti detesto ormai da troppo tempo, vengo a te come un fanciullo cresciuto. (…) Sono abbastanza grande per fare amicizia.” Parole quelle di Pasolini che hanno fatto la storia e che vedono un Pound ormai stanco e affievolito da una vita che non l’ha di certo premiato, dal manicomio criminale di St.Elizabeths alle accuse di tradimento per aver appoggiato il regime fascista.

«Signore e signori, vogliate scusare per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News…».

Alle 20.30 del 30 ottobre 1938 lo show radiofonico Mercury Theatre on the Air, in cui venivano proposte letture di romanzi celebri, trasmesso dalla CBS, una delle maggiori emittenti radio statunitensi, viene interrotto a più riprese da una serie di comunicati.

34 anni fa, la musica internazionale perdeva uno dei più grandi maestri della musica d’autore. Dalle sonorità tipicamente popolari, che hanno segnato l’evoluzione dei successivi cantautori europei, Georges Brassens nacque a Sete nel 1921.

Oggi avrebbe compiuto 65 anni uno dei cantautori più innovativi e dissacranti della musica leggera italiana, ma che leggera non era e non rispettava i soliti cliché.

Sono passati più di trent’anni dalla scomparsa di Rino Gaetano, il “grillo parlante” di una società e di un periodo storico, quello degli Anni di Piombo, che non erano ancora preparati a capire le sue filastrocche satiriche e nonsense che con ironia alleggerivano tematiche ancora oggi attualissime.

A vederlo non lo diresti mai: occhiali sempre sul naso, sguardo presente e rigorosamente volto all’orizzonte, ma la corporatura esile esile. Un fuscello quasi. Poi lo senti suonare e come suonava lui il contrabbasso! Ci vuole una certa forza per tenere quel ritmo cosi robusto e corposo. Africano. Anche se lui era statunitense.
Stiamo parlando di George Murphy, forse sconosciuto ai più, ma fu uno dei più grandi contrabbassisti nella storia del jazz. Uno di quelli che ha fatto il New Orleans per intenderci: il jazz della prima ora.

Festa negli uffici di Divinazione, si brinda alla nuova iniziativa musicale ideata per facilitare il rapporto tra  musicisti e locali musicali, un rapporto complicato e, quasi sempre, interpretato in modo inadeguato. Il progetto Booking DivinazioneMilano risponde alle problematiche vissute dai diversi professionisti e artisti emergenti indipendenti, nel contesto di una maggiore autonomia e professionalità artistica, generate dalle nuove dinamiche di mercato, alla velocità della comunicazione e differenti forme economiche.

Da “Nel blu dipinto di blu” a “Patatina”, da “Una rotonda sul mare” a “Fatti mandare dalla mamma”.

Cosa hanno in comune questi brani apparentemente lontani? 

Da Nada alla sigla di Heidi, da Alberto Sordi alla sigla di Mazinga.

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